 |
SPETTACOLI IN ABBONAMENTO
|
19
DIC
|
Scena Verticale
“DISSONORATA.”
di Saverio La Ruina
[expand title=continua a leggere +]
(Premio UBU 2007 “Migliore attore” e “Migliore novità italiana”)
“Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate.” – Saverio La Ruina
Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.
[/expand]
|
|
– |
24
GEN
|
“HEDDA GGABLER”
di Henrik Ibsen, regia di Elena Bucci
[expand title=continua a leggere +]

“Il rumore della folla mi spaventa…io non voglio trascinare la mia veste nel fango della vita, ma in abiti di festa aspettare il giorno dell’avvenire.” – Henrik Ibsen
Siamo in un ambiente apparentemente tranquillo, una grande villa allestita secondo i canoni del paradiso borghese: agi, comodità, fiori recisi, il pianoforte, una collezione di pistole, un grande ritratto del padre di Hedda, il generale Gabler.
Anche il paesaggio umano sembra confortante: una coppia appena sposata con un promettente futuro, una zia premurosa, un assiduo amico di famiglia, un uomo di genio che torna alla rispettabilità e al lavoro, dopo una vita dissipata, ispirato dalla dedizione di una donna. Ma nell’arco di tempo di due giorni, separati da una notte inquieta, scopriamo che niente è quello che appare nella fortezza che si fonda sulla solidità dei beni materiali e sull’uso di maschere e convenzioni, confidando che possano proteggere dalla paura, dai sentimenti, dalla noia, dalla morte. I soldi non bastano, l’amore non c’è o viene eluso, si scatenano invidie e rivalità, tornano a bruciare passioni che sembravano domate dalla ragionevolezza e dal buon senso.
Lo spazio scenico cerca di fare sua la spietata sincerità del teatro: non c’è nessuno degli oggetti nominati, nessuna villa, nessun salotto. Ci sono otto sedie e, disegnati a terra, forme di quadrati concentrici che diventano labirinti, schemi di gioco, traiettorie per pedine, corridoi spalancati su un esterno che non si ha la forza di affrontare. Siamo immersi in una moderna tragedia commedia per non eroi, ma Ibsen, con intelligenza, consapevolezza ed ironia, riesce con grazia a farci sorridere, proprio mentre ci rivela che questa grande villa dove non c’è posto per la vita e non c’è posto per la morte, pur immaginata nel 1890, è ancora la nostra.

[/expand] |
|
– |
14
FEB
|
LA.MA.ING
“I CASI SONO DUE”
di Armando Curcio, con Sergio Solli e Mario Brancaccio;
regia Mario Brancaccio
[expand title=continua a leggere +]

In quaranta anni circa di attività giornalistica e letteraria, Armando Curcio, si è garantito un giusto posto nel panorama teatrale italiano degli anni ‘40 e ‘50. Anche se Luciano Lucignani, nella prefazione all’opera editoriale dello stesso Armando Curcio, si rammarica che: “… da parte della nostra cultura ufficiale (quella cosiddetta di Stato, direi, oggi, io), piccola o grande che sia, l’arte del divertire, per essere accettata come tale, ha dovuto sempre mostrare la credenziale della serietà, se non della noia.”
Nel solco di una tradizione teatrale professionale, esperta e consolidata, Sergio Solli ed io, abbiamo deciso di portare sulle scene per il 2009 “I casi sono due”, nell’adattamento di Marina Curcio (figlia del grande autore) e mio.
La scelta di Curcio è motivata dalla straordinaria capacità dell’autore a costruire trame paradossali in contesti realistici, spesso di miseria. Le sue commedie in dialetto, rappresentano una Napoli bizzarra dove gli accadimenti sono paragonabili alle surreali parabole dei film di Vittorio De Sica. In questo spinta verso l’iperbole inaspettata, quasi da favola, i personaggi si muovono come in un sogno, un miraggio… E per concludere, sempre con le parole di Lucignano Lucignani: “…delle commedie e di un autore che non possiamo permetterci il lusso di dimenticare, nella situazione tutt’altro che florida della nostra scena.”
[/expand]
|
|
– |
13
MAR
|
Associazione Corte dei Miracoli
“IO PROVO A VOLARE!”
regia Gianfranco Berardi
[expand title=continua a leggere +]

Il desiderio di dedicare uno spettacolo teatrale e musicale a Domenico Modugno nasce dal desiderio di omaggiare l’emblema del cinema, del teatro e della musica popolare italiana. Oltre a essere un grande cantante, attore, cantautore, artista dalla travolgente forza interpretativa, mister Volare è stato uomo semplice e forte, umile e duro, un mito e un esempio da seguire perché pure nella potenza del sogno Modugno è stato sempre fermamente ancorato alla sua origine, alle sue radici meridionali, mai rinnegate neanche nei periodi di successo.
Modugno ha sempre cantato della sua Puglia, della sua terra, ha sempre ricordato la sua gente. Lungo il nostro percorso artistico, più volte ci siamo trovati e fermati di fronte all’opera di Modugno come di fronte ad un grande patrimonio da cui attingere. Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta che attraverso un uso sui generis della luce trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico i sentimenti di cui Modugno si fece portavoce e simbolo. Un’avventura profonda da vivere con leggerezza per concederci la possibilità di un comune sogno di libertà, ad occhi chiusi e braccia spalancate, provando in un attimo a poter volare, così come Mimì potette fare.
[/expand]
|
|
– |
21
MAR
|
Ente Teatro Cronaca
“MATRIMONIO A SORPRESA”
con Dalia Frediani e Patrizio Rispo, regia Alex Piani
[expand title=continua a leggere +]

Matrimonio a sorpresa è una storia divertente, frizzante, ambientata alla fine degli anni 50. Letizia Corallo, zitella un po’ avanti con gli anni e bigotta, sposa Armandino Dorè, sedicente viveur e dongiovanni, anch’esso non più un “giovanotto”. La conoscenza tra i due è avvenuta in casa di Letizia, dove le sue due sorelle attrici, spesso, provano con la compagnia teatrale di cui fa parte anche Armandino. Dall’ incontro tra i due si snoda la commedia in cui i protagonisti costruiranno una curiosa storia tra momenti teneri e buffi e situazioni esilaranti di teatro nel teatro che terminerà con un inaspettato finale… a sorpresa. Per certi umori e situazioni che si vengono a creare, la commedia echeggia, in alcuni tratti, le atmosfere de La morte di Carnevale che l’affiatata e rodata coppia protagonista, ha interpretato per tre anni con entusiasmante successo.
[/expand]
|
|
– |
15
APR
|
La Mandragola Teatro
“LE MEMORIE DI UNA BRIGANTESSA”
regia di Giulia Gambioli
[expand title=continua a leggere +]

Sul filo della memoria, in una cella di un carcere, attraverso i ricordi di Serafina Ciminelli, compagna d’amore, di ideali e d’avventura del brigante Antonio Franco, rivivono avvenimenti ed episodi che hanno segnato la storia del Mezzogiorno dell’Italia post-unitaria, storia di un popolo diviso in uno scontro fra il nuovo ordine costituito e i reazionari.Le vicende e i fatti narrati traggono spunto da documenti e fonti storiche ( alcune delle quali spesso tralasciati dalla storiografia ufficiale) ai quali si uniscono storie e racconti tramandati dalla tradizione orale.
In scena due attori e un musicista, rappresentano un quadro storico complesso e controverso, fatto di continui drammi, di capovolgimenti, di giustizie sommarie, di ingiustizie, di morti ammazzati, di speranze e di libertà.
[/expand]
|
|
– |
 |
SPETTACOLI FUORI ABBONAMENTO
|
29
MAR
|
Cantieri Koreja
“GIARDINI DI PLASTICA”
regia di Salvatore Tramacere
[expand title=continua a leggere +]

Lo spettacolo cattura gli sguardi, ma lascia libera la fantasia di correre a briglia sciolta. Chi decide di subirne l’incantesimo, si prepari ad un viaggio sorprendente alla scoperta di mondi magici dove colori, luci e suoni assecondano i suoi desideri. Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli…
Dove c’è posto per i ricordi, i sogni, le emozioni. Di grande impatto visivo, le scene suggestionano anche chi bambino non è più, grazie all’originalità delle trovate e alla forza evocativa di certe immagini.
Tubi, abiti, copricapo, materiale povero e riciclato di vario genere che grazie all’uso fantasioso delle luci si trasforma fiabescamente in immagini, visioni strampalate e buffe, quadri plastici di un movimento della fantasia. Non c’è in ballo una vera e propria storia che non sia quella inventata, lì al momento, dai tre attori in scena con le loro trasformazioni. E la plastica? Koreja si è divertita a trasformarla, giocando con gli oggetti semplici di ogni giorno. E lancia la sfida a riconoscerli.
Età consigliata: 4-99 anni – tecnica utilizzata: Teatro d’attore e oggetti.

[/expand] |
|
– |
*
|
FIMgroup – Rossoarancia record
“STABAT MATER – MUSICHE DI IOLE”
con Iole Cerminara e Francesco Scorza
[expand title=continua a leggere +]

Una lettura musicale rinnovata della sequenza pasquale dedicata alla Madonna. Un’opera moderna, dalle atmosfere intime e suggestive, che enfatizza la teatralità del testo sacro in latino attraverso l’utilizzo di contenuti multimediali e soluzioni musicali raffinate. Lo “Stabat Mater” di Iole è uno spettacolo intenso che coinvolge ed emoziona attraverso l’interazione di canto, musica, teatro e arti visive.

[/expand] |
|
– |
*
|
Identità Lucana – Associazione Teatrale Satrianese
“Il Piacere della storia ”
Storia della Basilicata Raccontata ai giovani
con: Antonella Iallorenzi
[expand title=continua a leggere +]

I processi socio-demografici che stanno interessando la Basilicata producono ripercussioni molto delicate sull’intera popolazione e sull’intero sistema di sviluppo del territorio.
Il venir meno delle fasce giovani a causa di percorsi formativi e professionali individuati al di fuori della nostra regione, stanno progressivamente impoverendo la regione di quella linfa vitale decisiva nel sostenere il futuro della regione. In questo contesto conoscere la propria storia può essere un fattore decisivo sulla scelta di restare o meno in Basilicata; conoscere la propria storia può aiutare a comprendere alcuni processi e avere stimoli maggiori nel voler realizzare i propri sogni nella propria terra.
Racconteremo in modo semplice e accattivante, attraverso la recitazione e con l’ausilio di supporti audio-video, la storia della Basilicata ripercorrendo i secoli dalla preistoria ai giorni nostri.[/expand] |