SATRIANO di LUCANIA
SPETTACOLI IN ABBONAMENTO |
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21DIC |
Compagnia Teatrale Kor
“AMMERIKA!”scritto e diretto da Rocco Ricciardulli
Lo spettacolo è uno squarcio dell’America dei primi pionieri. Attraverso la storia dei componenti di una “famiglia” di artisti, si ripercorrono quelle problematiche relative al fenomeno dell’immigrazione che in forma diversa interessano anche attualmente i paesi che oggi sono meta dei nuovi emigranti, tra cui l’Italia stessa. Nel contempo si evidenzia ciò che, a distanza di quasi un secolo, non è cambiato. Ancora oggi l’America è rimasta motivo di desiderio, sogno, prototipo da imitare. La storia, che con il suo passaggio ha visto generazioni e costumi crescere e cambiare, assiste ancora al fascino che l’America riesce ad esercitare verso chi in essa crede di vedere il sogno che in realtà non è. L’“Ammerika!” di allora è l’Italia di oggi. “Quando gli Albanesi eravamo noi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia, ci linciavano come ladri di posti di lavoro, ci accusavano di essere tutti mafiosi e criminali. Ma certo pensavamo di essere migliori più amati, diversi. Non è esattamente così! Non c’é stereotipo rinfacciato agli immigrati di oggi che non sia stato rinfacciato un secolo o solo pochi anni fa a noi. Quando gli Albanesi eravamo noi era solo ieri. “ (L’Orda, di Gian Antonio Stella)
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14GEN |
Roma Spettacoli
“CARO BUGIARDO”regia: Pino Strabioli [expand title=continua a leggere +] Caro bugiardo, la commedia che dal 1960 continua a conquistare i palcoscenici di tutto il mondo, è una storia d’amore, autentica come autentica può essere solo la vita e l’amore tra un affermatissimo commediografo americano degli anni ’20 e una grande attrice inglese.
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23GEN |
Teatro Stabile di Brescia – Le Belle Bandiere
“Hedda Gabler”di Henrik Ibsen, regia di Elena Bucci I“Il rumore della folla mi spaventa…io non voglio trascinare la mia veste nel fango della vita, ma in abiti di festa aspettare il giorno dell’avvenire.” – Henrik Ibsen
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15FEB |
LA.MA.ING
“I CASI SONO DUE”di Armando Curcio, con Sergio Solli e Mario Brancaccio; regia Mario Brancaccio
In quaranta anni circa di attività giornalistica e letteraria, Armando Curcio, si è garantito un giusto posto nel panorama teatrale italiano degli anni ‘40 e ‘50. Anche se Luciano Lucignani, nella prefazione all’opera editoriale dello stesso Armando Curcio, si rammarica che: “… da parte della nostra cultura ufficiale (quella cosiddetta di Stato, direi, oggi, io), piccola o grande che sia, l’arte del divertire, per essere accettata come tale, ha dovuto sempre mostrare la credenziale della serietà, se non della noia.” La scelta di Curcio è motivata dalla straordinaria capacità dell’autore a costruire trame paradossali in contesti realistici, spesso di miseria. Le sue commedie in dialetto, rappresentano una Napoli bizzarra dove gli accadimenti sono paragonabili alle surreali parabole dei film di Vittorio De Sica. In questo spinta verso l’iperbole inaspettata, quasi da favola, i personaggi si muovono come in un sogno, un miraggio… E per concludere, sempre con le parole di Lucignano Lucignani: “…delle commedie e di un autore che non possiamo permetterci il lusso di dimenticare, nella situazione tutt’altro che florida della nostra scena.”
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14MAR |
Associazione Corte dei Miracoli
“IO PROVO A VOLARE!”regia Gianfranco Berardi Il desiderio di dedicare uno spettacolo teatrale e musicale a Domenico Modugno nasce dal desiderio di omaggiare l’emblema del cinema, del teatro e della musica popolare italiana. Oltre a essere un grande cantante, attore, cantautore, artista dalla travolgente forza interpretativa, mister Volare è stato uomo semplice e forte, umile e duro, un mito e un esempio da seguire perché pure nella potenza del sogno Modugno è stato sempre fermamente ancorato alla sua origine, alle sue radici meridionali, mai rinnegate neanche nei periodi di successo.
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22MAR |
Scena Verticale
“DISSONORATA.”di Saverio La Ruina [expand title=continua a leggere +] Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.
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4APR |
Centro Mediterraneo delle Arti
“GIORGIO CASTRIOTA SCANDERBEG”di Ulderico Pesce Racconta un periodo cruciale della storia dell’Europa e dell’Oriente: il XV secolo e la minaccia dell’invasione Turca in Italia e in Europa e le gesta eroiche del grande condottiero Scanderbeg che per circa quarant’anni respinse i violenti attacchi che i Turchi portarono all’Albania. Senz’altro lo scontro etnico religioso narrato è il più importante della storia, mai così violenta è stata la guerra tra cristiani e musulmani e mai come in quell’occasione storica, una “fettina” di terra, l’Albania, ha rappresentato la cesura tra due culture e due religioni differenti: quella cristiana e quella musulmana. Nello spettacolo verranno narrate le varie ondate migratorie degli Albanesi in Italia, a partire dal 1399, il loro arrivo, la creazione dei borghi in cui vivere, gli usi e le tradizioni culturali che portarono, il rito greco bizantino, le musiche e gli strumenti arberesche e l’intreccio culturale che è nato con le culture preesistenti. Oggi, chi vuole comprendere il rito e la religione greco-bizantina deve visitare uno di quei cinquanta paesi d’Italia di cultura arberesche dove arrivarono i discendenti di Scanderbeg in fuga dall’Albania musulmana.
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SPETTACOLI FUORI ABBONAMENTO |
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Laboratorio artistico culturale G. L. Caramuel
“QUÀ LA TERRA NUN FIGLIA”regia di Antonio Monaco Il canovaccio, che mette insieme più linguaggi, quello del canto, dell’immagine e della recitazione, parla di due giovani di un piccolo paese lucano che, senza lavoro e soprattutto incompresi, decidono di partire. Nei piccoli paesi della Lucania si vive così la solitudine, l’anziano ha paura di sentirsi abbandonato; le famiglie, quelle meno protette, partono. Ma se tutti fuggono, che ne sarà dei castelli?.. dei santi in processione?…della storia? Dei nostri suggestivi paesaggi? Sono interrogativi che gli attori pongono agli spettatori e che i canti esprimono con una musica davvero originale e raccapricciante. La necessità di rimanere, dunque, possibile solo attraverso la riscoperta della nostra storia, delle nostre radici culturali e religiose.
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FIMgroup – Rossoarancia record
“STABAT MATER – MUSICHE DI IOLE”con Iole Cerminara e Francesco Scorza
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Identità Lucana – Associazione Teatrale Satrianese
“Il Piacere della storia ”Storia della Basilicata Raccontata ai giovani I processi socio-demografici che stanno interessando la Basilicata producono ripercussioni molto delicate sull’intera popolazione e sull’intero sistema di sviluppo del territorio. |


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