MARSICOVETERE - cineteatro EDEN
di Sami Fayad – con gli allievi del laboratorio teatrale dell’associazione dei genitori “La Mandragoletta” di Moliterno
regia di Giulia Gambioli
(spettacolo gratuito per gli abbonati)
Per fare le persone oneste bisogna avere i soldi, ma per avere i soldi bisogna essere delinquenti. E’ così che una strana banda di napoletani, con un finto sceicco, una finta contessa russa e un seduttore, decide di cambiar vita, rapinando un Casinò del Nord. L’azione scenica della commedia, tra le più riuscite e rappresentate di Fayad, scorre fra colori e toni popolareschi: atmosfere bizzarre e burlesche, equivoci, situazioni intricate e paradossali, che danno vita ad una comicità ingenua e maliziosa, animata da avventurieri, pezzenti e imbroglioni. Riusciranno i nostri eroi a diventare onesti? Lo spettacolo dell’autore franco-partenopeo, nel libero adattamento di Giulia Gambioli, è interpretato dagli allievi del laboratorio teatrale promosso dall’Associazione dei Genitori “la Mandragoletta Teatro” di Moliterno (PZ), attiva dal 2000. L’allestimento è a cura della compagnia professionale lucana, La Mandragola Teatro, da anni impegnata anche nella didattica teatrale.
con Carlo Buccirosso e Graziella Marina, Maria Del Monte, Gianni Parisi, Giordano Bassetti
regia di Carlo Buccirosso
Ispirato al quasi omonimo romanzo seicentesco, liberamente riscritto in chiave satirica e ambientato ai giorni nostri, lo spettacolo ripercorre le vicende dei personaggi manzoniani, mantenendo immutate le atmosfere, gli ambienti e i costumi d’epoca. Gli sposi, però, sono “compromessi” e non promessi e l’accento è spostato con comicità sugli impedimenti economici che derivano dal matrimonio di Renzo e Lucia. A fare da guastafeste è un Don Rodrigo, strozzino di Acerra emigrato al nord, che usa il proprio potere economico per taglieggiare i vari personaggi e ottenere la bella Lucia. Don Rodrigo e i suoi “bravi”, però, saranno costretti, loro malgrado, a chiedere un cospicuo aiuto economico all’Innominato, padrino del lago di Como. Buccirosso, calato nella parte di Don Rodrigo, da’ vita a una serie di gag fulminanti e ironiche, in una vera e propria parodia musicale.
con Raul Cremona, Felipe e Lele Micò al pianoforte
regia di Raffaele de Ritis
Applaudito protagonista di tutte le edizioni di Zelig, Raul Cremona torna in teatro con uno show che ha il sapore e il fascino di uno spettacolo d’altri tempi. Magia, prestigiazione, gag, musica, macchiette, sono le dominanti di questo lavoro che vede accanto a Raul Cremona il pianista Lele Micò e l’attore comico Felipe. Protagonisti sulla scena sono i personaggi che ritornano dai ricordi di un’infanzia spesa fra una partita di calcio e una serata al cinema dell’oratorio, dove venivano proiettati quei film che hanno influenzato fortemente Raul Cremona. Da queste passioni infantili nascono Jacopo Ortis, l’attore di gassmaniana memoria, ma anche Silvano il Mago di Milano, immagine distorta di quella figura di illusionista tanto amato, specchio della prima vera passione adolescenziale, fino alle ultime caricature estreme e divertenti che hanno caratterizzato le ultime più importanti stagioni televisive.
con Diego Sanchez, Matilde Brandi, Roberta Giarrusso
regia di Claudio Insegno
Il teatro, il regista, la produttrice, gli attori e i ballerini: c’è proprio tutto, manca solo il copione. A partire da questa situazione paradossale prende il via una commedia musicale che è un vero e proprio tributo a Domenico Modugno. In attesa che Fulvio, l’autore, li raggiunga c’è tempo per i saluti: chi si incontra dopo tanto tempo, chi si odia e fa finta di amarsi e chi, come Diego - attore e autore in erba - e Alessandra si rincontra dopo una lunga storia d’amore finita male. Tutti aspettano Fulvio, che tarda e intanto ognuno ricorda il grande cantautore italiano. Un esercizio di metateatro in cui l’evento artistico si svela agli spettatori quando tutto sembra perduto: Fulvio si presenta a mani vuote, confessando di avere una crisi creativa. Sarà Diego a salvare la situazione, cogliendo l’occasione per dimostrare la sua bravura. E tra canzoni, aneddoti e ricordi lo spettacolo “Nel blu dipinto di blu” potrà andare in scena. Le coreografie sono di Luana Guerra, le scenografie di D’Isanto&Punzo, le musiche di Giancarlo Vorzitelli.
con Fabio Avaro, Gabriele Pignotta, Cristina Vaccaro, Ilaria Di Luca
regia di Gabriele Pignotta
Facebook approda a teatro in un testo fresco e divertente, la prima commedia sentimentale tratta da una storia vera iniziata sul noto social network. Le storie che si intrecciano tra equivoci, scambi di identità e precarietà sentimentale vedono sul palco un’inguaribile seduttore, una fragile ragazza lasciata sull’altare ed una coppia in procinto di sposarsi dopo sette anni di vita in comune. Quattro personaggi in un turbinio di eventi ed equivoci che raccontano il caos sentimentale in cui molti di noi si trovano costantemente. Dal romanticismo universale allo ”scetticismo cosmico”, dalla frenetica ossessione per il “rimorchio” alla disperata ricerca del rapporto perfetto, ecco le atmosfere emotive sulle quali si sviluppa una piece teatrale acuta, che disegna uno spaccato comico sulle relazioni che nascono in rete. La commedia completa una trilogia che riesce a narrare con semplicità e sorprendente ironia una generazione che forse non si lascia facilmente raccontare.
con Mario Pirovano
regia di Dario Fo
Mario Pirovano si esibisce nello spettacolo più famoso di Dario Fo: una straordinaria miscela comico-drammatica ormai considerata un classico del ‘900. La ricchezza del testo e le capacità istrioniche di Mario Pirovano trasportano lo spettatore nella dimensione delle farse medievali provocatorie e dissacranti e nella comicità viva della Commedia dell’Arte. Le giullarate presentate sono tra le più appassionanti del “Mistero Buffo”:”La fame dello Zanni”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Il Primo Miracolo di Gesù Bambino”, “Bonifacio VIII”. I continui richiami all’attualità fanno da cornice ai quattro brani e, suscitando il riso, svelano il presente dissacrandone le false ingenuità. In questa pièce Pirovano realizza uno spettacolo dal sapore beffardo e profetico che, attraverso il genio di Dario Fo, ci ricollega alla tradizione del teatro popolare risalente al Medio Evo, ancora oggi di forte interesse.
di e con Ulderico Pesce
Spettatori imbarcati, fatti salire dalla platea sul palcoscenico come se fosse il salone delle feste del Virginian, il transatlantico immaginario varato da Alessandro Baricco che negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Per allestire una nuova versione della storia di Novecento “il più grande pianista che abbia suonato sull’Oceano”, Ulderico Pesce ha ricreato l’atmosfera di una serata d’intrattenimento a bordo della nave. Incarnando il ruolo del cronista che racconta la vita di Novecento come un felliniano cultore di bizzarri “amacord”, Pesce indovina una chiave di regia e di interpretazione in bilico tra teatro e animazione a soggetto.
TEATRO KISMET OPERA
con Monica Contini, Deianira Dragone, Nico Masciullo
regia di Lucia Zotti
Terza tappa del lavoro registico di Lucia Zotti che - dopo i risultati di “Un Regalo per Quicha” e “Storie di Streghe” - approda alla realizzazione di questo spettacolo tratto dalla fiaba popolare Il gatto con gli stivali. La storia messa in scena conduce l’attenzione su una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non annullata: quella dell’istinto primordiale, quell’istinto che, quasi magicamente, conduce a discernere la giusta strada nella giungla del vivere; a riconoscere fra gli incontri quelli positivi; ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno; a credere che i sogni possono essere realizzati, se li si nutre di significato concreto. Il lavoro è dedicato a tutte le infanzie incontrate e quelle che vedranno i nostri spettacoli, con l’augurio che conservino quell’istintualità troppo spesso sepolta da tecnologie seducenti e ridondanti.
ABBONAMENTO PLATEA:
INTERO € 45,00
RIDOTTO € 35,00
ABBONAMENTO GALLERIA:
INTERO € 35,00
RIDOTTO € 25,00
BIGLIETTI PLATEA:
INTERO € 12,00
RIDOTTO € 8,00
BIGLIETTI GALLERIA:
INTERO € 10,00
RIDOTTO € 7,00
Ingresso ore 20,30 Sipario ore 21,00
Per informazioni e prevendita:
Comune di Marsicovetere, Assessorato alla Cultura – tel. 0975/352036
Cineteatro Eden – via Nazionale – Villa d’Agri tel. 0975/352046
MOLITERNO - Teatro PINO
di Barra, Memoli, Lambertini
con Patrizio Trampetti
musiche eseguite dal vivo da Ciro Cascino
costumi Annalisa Giacci
scene Aldo Cristini
musiche Patrizio Trampetti
regia Peppe Barra
Monsignor Perrelli è un personaggio realmente esistito nella Napoli rivoluzionaria del 1799, che fece tanto scalpore all’epoca da diventare una leggenda metropolitana, tramandata attraverso la cultura orale.
Rimangono proverbiali i suoi famosi cavalli, che, mentre muoiono di fame a causa sua, lo vedono esclamare: «Peccato sono morti proprio quando stavano imparando a vivere senza mangiare!».
Il personaggio inventato da me, in collaborazione con Lamberto Lambertini e Paolo Memoli, diventa del tutto immaginario, raccontato dalla perpetua Meneca, la quale, attraverso il suo modo di parlare popolare e la sua gestualità più antica, fa da contrappunto alle stramberie di monsignor Perrelli.
Il risultato è comico: un continuo gioco e divertimento col pubblico, che è, poi, la caratteristica del mio fare teatro.
Peppe Barra
con Carlo Buccirosso e Graziella Marina, Maria Del Monte, Gianni Parisi, Giordano Bassetti
regia di Carlo Buccirosso
Ispirato al quasi omonimo romanzo seicentesco, liberamente riscritto in chiave satirica e ambientato ai giorni nostri, lo spettacolo ripercorre le vicende dei personaggi manzoniani, mantenendo immutate le atmosfere, gli ambienti e i costumi d’epoca. Gli sposi, però, sono “compromessi” e non promessi e l’accento è spostato con comicità sugli impedimenti economici che derivano dal matrimonio di Renzo e Lucia. A fare da guastafeste è un Don Rodrigo, strozzino di Acerra emigrato al nord, che usa il proprio potere economico per taglieggiare i vari personaggi e ottenere la bella Lucia. Don Rodrigo e i suoi “bravi”, però, saranno costretti, loro malgrado, a chiedere un cospicuo aiuto economico all’Innominato, padrino del lago di Como. Buccirosso, calato nella parte di Don Rodrigo, da’ vita a una serie di gag fulminanti e ironiche, in una vera e propria parodia musicale.
con Raul Cremona, Felipe e Lele Micò al pianoforte
regia di Raffaele de Ritis
Applaudito protagonista di tutte le edizioni di Zelig, Raul Cremona torna in teatro con uno show che ha il sapore e il fascino di uno spettacolo d’altri tempi. Magia, prestigiazione, gag, musica, macchiette, sono le dominanti di questo lavoro che vede accanto a Raul Cremona il pianista Lele Micò e l’attore comico Felipe. Protagonisti sulla scena sono i personaggi che ritornano dai ricordi di un’infanzia spesa fra una partita di calcio e una serata al cinema dell’oratorio, dove venivano proiettati quei film che hanno influenzato fortemente Raul Cremona. Da queste passioni infantili nascono Jacopo Ortis, l’attore di gassmaniana memoria, ma anche Silvano il Mago di Milano, immagine distorta di quella figura di illusionista tanto amato, specchio della prima vera passione adolescenziale, fino alle ultime caricature estreme e divertenti che hanno caratterizzato le ultime più importanti stagioni televisive.
con Diego Sanchez, Matilde Brandi, Roberta Giarrusso
regia di Claudio Insegno
Il teatro, il regista, la produttrice, gli attori e i ballerini: c’è proprio tutto, manca solo il copione. A partire da questa situazione paradossale prende il via una commedia musicale che è un vero e proprio tributo a Domenico Modugno. In attesa che Fulvio, l’autore, li raggiunga c’è tempo per i saluti: chi si incontra dopo tanto tempo, chi si odia e fa finta di amarsi e chi, come Diego - attore e autore in erba - e Alessandra si rincontra dopo una lunga storia d’amore finita male. Tutti aspettano Fulvio, che tarda e intanto ognuno ricorda il grande cantautore italiano. Un esercizio di metateatro in cui l’evento artistico si svela agli spettatori quando tutto sembra perduto: Fulvio si presenta a mani vuote, confessando di avere una crisi creativa. Sarà Diego a salvare la situazione, cogliendo l’occasione per dimostrare la sua bravura. E tra canzoni, aneddoti e ricordi lo spettacolo “Nel blu dipinto di blu” potrà andare in scena. Le coreografie sono di Luana Guerra, le scenografie di D’Isanto&Punzo, le musiche di Giancarlo Vorzitelli.
con Fabio Avaro, Gabriele Pignotta, Cristina Vaccaro, Ilaria Di Luca
regia di Gabriele Pignotta
Facebook approda a teatro in un testo fresco e divertente, la prima commedia sentimentale tratta da una storia vera iniziata sul noto social network. Le storie che si intrecciano tra equivoci, scambi di identità e precarietà sentimentale vedono sul palco un’inguaribile seduttore, una fragile ragazza lasciata sull’altare ed una coppia in procinto di sposarsi dopo sette anni di vita in comune. Quattro personaggi in un turbinio di eventi ed equivoci che raccontano il caos sentimentale in cui molti di noi si trovano costantemente. Dal romanticismo universale allo ”scetticismo cosmico”, dalla frenetica ossessione per il “rimorchio” alla disperata ricerca del rapporto perfetto, ecco le atmosfere emotive sulle quali si sviluppa una piece teatrale acuta, che disegna uno spaccato comico sulle relazioni che nascono in rete. La commedia completa una trilogia che riesce a narrare con semplicità e sorprendente ironia una generazione che forse non si lascia facilmente raccontare.
con Giulia Gambioli, Peppe Viggiano, Rocco Sabia
regia di Giulia Gambioli
Serafina Ciminelli, la “Druda” del Brigante Antonio Franco, è davanti alla porta del carcere di Potenza dove ha appena finito di scontare venti anni di detenzione per brigantaggio, rea solamente di essere stata l’amante del capobrigante di Francavilla sul Sinni. Il monologo, accompagnato da canti e brani musicali, è la rievocazione storica di una rivolta e dell’illusione del popolo meridionale di liberarsi, tramite il brigantaggio, dell’occupazione piemontese e delle angherie secolari dei Galantuomini. Serafina, figlia di uno di questi, racconta dei cinque anni di vita trascorsi nei boschi accanto ad Antonio Franco e alla sua banda, della nascita di loro figlio, del tradimento e della cattura, della fucilazione del suo uomo e dei vent’anni trascorsi lì dentro. Serafina ora é sull’uscio del carcere e, dopo vent’anni di prigionia, ha paura della vita; ciò che la spinge verso l’esterno è solo l’amore per la sua creatura, di cui non sa più nulla da quando è stata arrestata.
di e con Ulderico Pesce
Spettatori imbarcati, fatti salire dalla platea sul palcoscenico come se fosse il salone delle feste del Virginian, il transatlantico immaginario varato da Alessandro Baricco che negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Per allestire una nuova versione della storia di Novecento “il più grande pianista che abbia suonato sull’Oceano”, Ulderico Pesce ha ricreato l’atmosfera di una serata d’intrattenimento a bordo della nave. Incarnando il ruolo del cronista che racconta la vita di Novecento come un felliniano cultore di bizzarri “amacord”, Pesce indovina una chiave di regia e di interpretazione in bilico tra teatro e animazione a soggetto.
TEATRO KISMET OPERA
con Monica Contini, Deianira Dragone, Nico Masciullo
regia di Lucia Zotti
Terza tappa del lavoro registico di Lucia Zotti che - dopo i risultati di “Un Regalo per Quicha” e “Storie di Streghe” - approda alla realizzazione di questo spettacolo tratto dalla fiaba popolare Il gatto con gli stivali. La storia messa in scena conduce l’attenzione su una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non annullata: quella dell’istinto primordiale, quell’istinto che, quasi magicamente, conduce a discernere la giusta strada nella giungla del vivere; a riconoscere fra gli incontri quelli positivi; ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno; a credere che i sogni possono essere realizzati, se li si nutre di significato concreto. Il lavoro è dedicato a tutte le infanzie incontrate e quelle che vedranno i nostri spettacoli, con l’augurio che conservino quell’istintualità troppo spesso sepolta da tecnologie seducenti e ridondanti.
ABBONAMENTO PLATEA:
INTERO € 45,00
RIDOTTO € 35,00
ABBONAMENTO GALLERIA:
INTERO € 35,00
RIDOTTO € 25,00
BIGLIETTI PLATEA:
INTERO € 12,00
RIDOTTO € 8,00
BIGLIETTI GALLERIA:
INTERO € 8,00
RIDOTTO € 6,00
Ingresso ore 20,30 Sipario ore 21,00
Per informazioni e prevendita:
Biblioteca Comunale Giacomo Racioppi
P.zza Vittorio Emanuele, 6 – Moliterno
tel. 0975/668529
SANT'ARCANGELO - Centro Polifunzione di SAN BRANCATO
con Barbara Chiappini, Guido Palliggiano, Gino Cogliandro
regia di Guido Palliggiano
Commedia degli equivoci dai ritmi serrati che quasi rispecchia la trama di una sitcom e non di uno spettacolo teatrale. Protagonista un brillante uomo di mare di mezza età che ha due mogli che ignorano la reciproca esistenza: la prima gli riserva un sincero amore materno, la seconda gli regala emozioni trasgressive e calienti. Tutto procede bene fino a quando l’uomo perde la memoria e viene ricoverato in ospedale, dopo aver compiuto involontariamente un gesto eroico che gli da’ un’inaspettata popolarità: la sua doppia vita rischia di essere smascherata e il protagonista preferisce essere considerato gay piuttosto che confessare. Lo spettacolo è tutto giocato sul “detto non detto”, sulle verità nascoste, sul paradosso.
con Diego Sanchez, Matilde Brandi
regia di Diego Sanchez
Teatro Paradiso è un viaggio nel mondo dello spettacolo che parte dalle luci tenui del Cafè Chantant e termina con le strobo dei moderni musical. E’ un continuo immergersi in atmosfere che, forse, non ci appartengono più ma che, indubbiamente hanno rappresentato le pietre miliari dello spettacolo leggero italiano. E’ un doveroso omaggio alle chanteuse ed ai macchiettisti senza i quali, oggi, non vivrebbero né le showgirl né i comici del cabaret. Uno show completo, in cui imprevedibili trovate ed esilaranti monologhi si alternano a deliziosi e sempreverdi pezzi di teatro popolare. A ritmo di “New York New York”, ma anche le nostrane “O’ sole mio”, “Tammuriata nera” e “Aggiungi un posto a tavola”, tutte rigorosamente cantate dal vivo, il pubblico è trascinato in un vortice di emozioni. Teatro Paradiso non è uno show, ma il dna del nostro spettacolo che, finalmente, è stato decifrato.
con Giulia Gambioli, Peppe Viggiano, Rocco Sabia
regia di Giulia Gambioli
Serafina Ciminelli, la “Druda” del Brigante Antonio Franco, è davanti alla porta del carcere di Potenza dove ha appena finito di scontare venti anni di detenzione per brigantaggio, rea solamente di essere stata l’amante del capobrigante di Francavilla sul Sinni. Il monologo, accompagnato da canti e brani musicali, è la rievocazione storica di una rivolta e dell’illusione del popolo meridionale di liberarsi, tramite il brigantaggio, dell’occupazione piemontese e delle angherie secolari dei Galantuomini. Serafina, figlia di uno di questi, racconta dei cinque anni di vita trascorsi nei boschi accanto ad Antonio Franco e alla sua banda, della nascita di loro figlio, del tradimento e della cattura, della fucilazione del suo uomo e dei vent’anni trascorsi lì dentro. Serafina ora é sull’uscio del carcere e, dopo vent’anni di prigionia, ha paura della vita; ciò che la spinge verso l’esterno è solo l’amore per la sua creatura, di cui non sa più nulla da quando è stata arrestata.
di e con Uccio De Santis
Lo spettacolo di Uccio De Santis è un show che alterna monologhi e barzellette che hanno fatto la storia del Mudù a momenti di intrattenimento con il pubblico. Insomma, uno spettacolo a 360 gradi, 90 minuti di intrattenimento attraverso tutto il repertorio di Uccio, dalle barzellette alle sigle accattivanti. Se ne vedranno delle belle!
“Poco probabile storia di un cafone lucano dalla creazione alla sua resurrezione”
GRUPPO8
Lo spettacolo propone un viaggio ironico e disincantato all’interno della vita quotidiana della cultura contadina. E’ un racconto polifonico dove il canto, la musica, le letture e la voce monologante evocano situazioni e contesti ormai lontani nel tempo. “Lu cafon” ha il tono e la struttura semplice e quasi elementare di un cabaret ricco e vivace: un’orchestrina, una cantante e un narratore si alternano nell’esecuzione di brani musicali, aneddoti, barzellette, pescando nel repertorio di una ricchissima tradizione popolare. Ma appena sotto il divertimento dei testi e il contrappunto delle musiche, si avvertono i grandi terni della cultura contadina: il senso del duro lavoro della terra, i legami e i problemi posti da una famiglia numerosa e allargata, la miseria, ma anche l’amore e la perenne nostalgia del rapporto con la propria identità religiosa e culturale. Dallo spettacolo emerge un’immagine del “cafone” lontana dagli stereotipi tradizionali del lucano piagnone, capace invece di gettare uno sguardo scettico, critico ed ironico all’interno della sua storia passata.
TEATRO KISMET OPERA
con Monica Contini, Deianira Dragone, Nico Masciullo
regia di Lucia Zotti
Terza tappa del lavoro registico di Lucia Zotti che - dopo i risultati di “Un Regalo per Quicha” e “Storie di Streghe” - approda alla realizzazione di questo spettacolo tratto dalla fiaba popolare Il gatto con gli stivali. La storia messa in scena conduce l’attenzione su una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non annullata: quella dell’istinto primordiale, quell’istinto che, quasi magicamente, conduce a discernere la giusta strada nella giungla del vivere; a riconoscere fra gli incontri quelli positivi; ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno; a credere che i sogni possono essere realizzati, se li si nutre di significato concreto. Il lavoro è dedicato a tutte le infanzie incontrate e quelle che vedranno i nostri spettacoli, con l’augurio che conservino quell’istintualità troppo spesso sepolta da tecnologie seducenti e ridondanti.
con Monica Palese, Benny il clown, Paolo Pasti
regia di Leonardo Pietrafesa
Una favola in piena regola sull’innocenza e sul desiderio di restare sempre un po’ bambini, che alterna magia e comicità per stupire e divertire. E’ la storia di una maestra la cui monotona vita lavorativa viene colorata dal tema di un suo allievo il cui protagonista è Benny, un circense che si esibisce una volta all’anno nella piazza principale del paese: un tripudio di suoni, un’altalena di colori fanno da sfondo ai suoi numeri. Il sogno prende forma sulla scena e Benny diventa così il simbolo di un’infanzia serena e sorprendente. Affianca i due personaggi il custode dello stabile in cui abita l’insegnante, un uomo buffo e grottesco, la cui indole esuberante e chiassosa infastidirà la donna.
ABBONAMENTI:
INTERO € 40,00
RIDOTTO € 30,00
BIGLIETTI:
INTERO € 10,00
RIDOTTO € 8,00
Ingresso ore 20,30 Sipario ore 21,00
Per informazioni e prevendita:
Associazione Indipendente Donne Europee (A.I.D.E.)
via d’ Agostino, 22 – Sant’ Arcangelo (PZ) tel. 349/7264990
Orari biglietteria presso Centro Polifunzionale di San Brancato:
dalle ore 17,30 alle ore 19,30
SASSO di CASTALDA - teatro MARIELE VENTRE
con Barbara Chiappini, Guido Palliggiano, Gino Cogliandro
regia di Guido Palliggiano
Commedia degli equivoci dai ritmi serrati che quasi rispecchia la trama di una sitcom e non di uno spettacolo teatrale. Protagonista un brillante uomo di mare di mezza età che ha due mogli che ignorano la reciproca esistenza: la prima gli riserva un sincero amore materno, la seconda gli regala emozioni trasgressive e calienti. Tutto procede bene fino a quando l’uomo perde la memoria e viene ricoverato in ospedale, dopo aver compiuto involontariamente un gesto eroico che gli da’ un’inaspettata popolarità: la sua doppia vita rischia di essere smascherata e il protagonista preferisce essere considerato gay piuttosto che confessare. Lo spettacolo è tutto giocato sul “detto non detto”, sulle verità nascoste, sul paradosso.
con Ugo Piastrella, Teresa Guariniello, Gaetano Troiano
regia di Ugo Piastrella
All’inizio degli anni quaranta, le invenzioni del sedicente “commendatore” Bagoloni coinvolgono i sogni un po’ repressi della sua donna Valeria e quelli ancora limpidi della figlia Fiorella, le fantasie teatrali della sorella Matilde e le accomodanti astuzie del dirimpettaio Antonio. Ad attraversare le loro storie ci sono anche un figlio stralunato, un mariuolo dal cuore tenero e un nonno a noleggio. Quando a costoro si aggiungono un giovinetto con tanto di mamma-Contessa apprensiva e una Contessina, tutti improvvisamente si ritrovano immersi in una appassionante trama a tinte gialle, con contorno di spari, apparizioni e misteri: la trama, che ha la verve tipica della commedia napoletana, assume i contorni del giallo. La commedia allora festosamente esplode, lambisce i confini della farsa, dispensa comicità. Caviale e lenticchie offre nel confronto tra due famiglie uno spaccato impietosamente divertente della società italiana del dopoguerra: chi deve fare del sotterfugio un indispensabile mezzo di sopravvivenza e chi se ne serve senza scrupoli per salvare la faccia.
con Diego Sanchez, Matilde Brandi, Roberta Giarrusso
regia di Claudio Insegno
Il teatro, il regista, la produttrice, gli attori e i ballerini: c’è proprio tutto, manca solo il copione. A partire da questa situazione paradossale prende il via una commedia musicale che è un vero e proprio tributo a Domenico Modugno. In attesa che Fulvio, l’autore, li raggiunga c’è tempo per i saluti: chi si incontra dopo tanto tempo, chi si odia e fa finta di amarsi e chi, come Diego - attore e autore in erba - e Alessandra si rincontra dopo una lunga storia d’amore finita male. Tutti aspettano Fulvio, che tarda e intanto ognuno ricorda il grande cantautore italiano. Un esercizio di metateatro in cui l’evento artistico si svela agli spettatori quando tutto sembra perduto: Fulvio si presenta a mani vuote, confessando di avere una crisi creativa. Sarà Diego a salvare la situazione, cogliendo l’occasione per dimostrare la sua bravura. E tra canzoni, aneddoti e ricordi lo spettacolo “Nel blu dipinto di blu” potrà andare in scena. Le coreografie sono di Luana Guerra, le scenografie di D’Isanto&Punzo, le musiche di Giancarlo Vorzitelli.
di Sami Fayad – con gli allievi del laboratorio teatrale dell’associazione dei genitori “La Mandragoletta” di Moliterno
regia di Giulia Gambioli
(spettacolo gratuito per gli abbonati)
Per fare le persone oneste bisogna avere i soldi, ma per avere i soldi bisogna essere delinquenti. E’ così che una strana banda di napoletani, con un finto sceicco, una finta contessa russa e un seduttore, decide di cambiar vita, rapinando un Casinò del Nord. L’azione scenica della commedia, tra le più riuscite e rappresentate di Fayad, scorre fra colori e toni popolareschi: atmosfere bizzarre e burlesche, equivoci, situazioni intricate e paradossali, che danno vita ad una comicità ingenua e maliziosa, animata da avventurieri, pezzenti e imbroglioni. Riusciranno i nostri eroi a diventare onesti? Lo spettacolo dell’autore franco-partenopeo, nel libero adattamento di Giulia Gambioli, è interpretato dagli allievi del laboratorio teatrale promosso dall’Associazione dei Genitori “la Mandragoletta Teatro” di Moliterno (PZ), attiva dal 2000. L’allestimento è a cura della compagnia professionale lucana, La Mandragola Teatro, da anni impegnata anche nella didattica teatrale.
con Mario Pirovano
regia di Dario Fo
Mario Pirovano si esibisce nello spettacolo più famoso di Dario Fo: una straordinaria miscela comico-drammatica ormai considerata un classico del ‘900. La ricchezza del testo e le capacità istrioniche di Mario Pirovano trasportano lo spettatore nella dimensione delle farse medievali provocatorie e dissacranti e nella comicità viva della Commedia dell’Arte. Le giullarate presentate sono tra le più appassionanti del “Mistero Buffo”:”La fame dello Zanni”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Il Primo Miracolo di Gesù Bambino”, “Bonifacio VIII”. I continui richiami all’attualità fanno da cornice ai quattro brani e, suscitando il riso, svelano il presente dissacrandone le false ingenuità. In questa pièce Pirovano realizza uno spettacolo dal sapore beffardo e profetico che, attraverso il genio di Dario Fo, ci ricollega alla tradizione del teatro popolare risalente al Medio Evo, ancora oggi di forte interesse.
“Poco probabile storia di un cafone lucano dalla creazione alla sua resurrezione”
GRUPPO8
Lo spettacolo propone un viaggio ironico e disincantato all’interno della vita quotidiana della cultura contadina. E’ un racconto polifonico dove il canto, la musica, le letture e la voce monologante evocano situazioni e contesti ormai lontani nel tempo. “Lu cafon” ha il tono e la struttura semplice e quasi elementare di un cabaret ricco e vivace: un’orchestrina, una cantante e un narratore si alternano nell’esecuzione di brani musicali, aneddoti, barzellette, pescando nel repertorio di una ricchissima tradizione popolare. Ma appena sotto il divertimento dei testi e il contrappunto delle musiche, si avvertono i grandi terni della cultura contadina: il senso del duro lavoro della terra, i legami e i problemi posti da una famiglia numerosa e allargata, la miseria, ma anche l’amore e la perenne nostalgia del rapporto con la propria identità religiosa e culturale. Dallo spettacolo emerge un’immagine del “cafone” lontana dagli stereotipi tradizionali del lucano piagnone, capace invece di gettare uno sguardo scettico, critico ed ironico all’interno della sua storia passata.
TEATRO KISMET OPERA
con Monica Contini, Deianira Dragone, Nico Masciullo
regia di Lucia Zotti
Terza tappa del lavoro registico di Lucia Zotti che - dopo i risultati di “Un Regalo per Quicha” e “Storie di Streghe” - approda alla realizzazione di questo spettacolo tratto dalla fiaba popolare Il gatto con gli stivali. La storia messa in scena conduce l’attenzione su una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non annullata: quella dell’istinto primordiale, quell’istinto che, quasi magicamente, conduce a discernere la giusta strada nella giungla del vivere; a riconoscere fra gli incontri quelli positivi; ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno; a credere che i sogni possono essere realizzati, se li si nutre di significato concreto. Il lavoro è dedicato a tutte le infanzie incontrate e quelle che vedranno i nostri spettacoli, con l’augurio che conservino quell’istintualità troppo spesso sepolta da tecnologie seducenti e ridondanti.
ABBONAMENTO:
INTERO € 30,00
RIDOTTO € 20,00
BIGLIETTI:
INTERO € 8,00
RIDOTTO € 5,00
Ingresso ore 20,30 Sipario ore 21,00
Per informazioni e prevendita:
Teatro comunale “Mariele Ventre” via Provinciale, Sasso di Castalda
tel. 320/4688067
SATRIANO di LUCANIA - teatro comunale G.A. ANZANI
con Carlo Buccirosso e Graziella Marina, Maria Del Monte, Gianni Parisi, Giordano Bassetti
regia di Carlo Buccirosso
Ispirato al quasi omonimo romanzo seicentesco, liberamente riscritto in chiave satirica e ambientato ai giorni nostri, lo spettacolo ripercorre le vicende dei personaggi manzoniani, mantenendo immutate le atmosfere, gli ambienti e i costumi d’epoca. Gli sposi, però, sono “compromessi” e non promessi e l’accento è spostato con comicità sugli impedimenti economici che derivano dal matrimonio di Renzo e Lucia. A fare da guastafeste è un Don Rodrigo, strozzino di Acerra emigrato al nord, che usa il proprio potere economico per taglieggiare i vari personaggi e ottenere la bella Lucia. Don Rodrigo e i suoi “bravi”, però, saranno costretti, loro malgrado, a chiedere un cospicuo aiuto economico all’Innominato, padrino del lago di Como. Buccirosso, calato nella parte di Don Rodrigo, da’ vita a una serie di gag fulminanti e ironiche, in una vera e propria parodia musicale.
con Raul Cremona, Felipe e Lele Micò al pianoforte
regia di Raffaele de Ritis
Applaudito protagonista di tutte le edizioni di Zelig, Raul Cremona torna in teatro con uno show che ha il sapore e il fascino di uno spettacolo d’altri tempi. Magia, prestigiazione, gag, musica, macchiette, sono le dominanti di questo lavoro che vede accanto a Raul Cremona il pianista Lele Micò e l’attore comico Felipe. Protagonisti sulla scena sono i personaggi che ritornano dai ricordi di un’infanzia spesa fra una partita di calcio e una serata al cinema dell’oratorio, dove venivano proiettati quei film che hanno influenzato fortemente Raul Cremona. Da queste passioni infantili nascono Jacopo Ortis, l’attore di gassmaniana memoria, ma anche Silvano il Mago di Milano, immagine distorta di quella figura di illusionista tanto amato, specchio della prima vera passione adolescenziale, fino alle ultime caricature estreme e divertenti che hanno caratterizzato le ultime più importanti stagioni televisive.
con Diego Sanchez, Matilde Brandi, Roberta Giarrusso
regia di Claudio Insegno
Il teatro, il regista, la produttrice, gli attori e i ballerini: c’è proprio tutto, manca solo il copione. A partire da questa situazione paradossale prende il via una commedia musicale che è un vero e proprio tributo a Domenico Modugno. In attesa che Fulvio, l’autore, li raggiunga c’è tempo per i saluti: chi si incontra dopo tanto tempo, chi si odia e fa finta di amarsi e chi, come Diego - attore e autore in erba - e Alessandra si rincontra dopo una lunga storia d’amore finita male. Tutti aspettano Fulvio, che tarda e intanto ognuno ricorda il grande cantautore italiano. Un esercizio di metateatro in cui l’evento artistico si svela agli spettatori quando tutto sembra perduto: Fulvio si presenta a mani vuote, confessando di avere una crisi creativa. Sarà Diego a salvare la situazione, cogliendo l’occasione per dimostrare la sua bravura. E tra canzoni, aneddoti e ricordi lo spettacolo “Nel blu dipinto di blu” potrà andare in scena. Le coreografie sono di Luana Guerra, le scenografie di D’Isanto&Punzo, le musiche di Giancarlo Vorzitelli.
con Fabio Avaro, Gabriele Pignotta, Cristina Vaccaro, Ilaria Di Luca
regia di Gabriele Pignotta
Facebook approda a teatro in un testo fresco e divertente, la prima commedia sentimentale tratta da una storia vera iniziata sul noto social network. Le storie che si intrecciano tra equivoci, scambi di identità e precarietà sentimentale vedono sul palco un’inguaribile seduttore, una fragile ragazza lasciata sull’altare ed una coppia in procinto di sposarsi dopo sette anni di vita in comune. Quattro personaggi in un turbinio di eventi ed equivoci che raccontano il caos sentimentale in cui molti di noi si trovano costantemente. Dal romanticismo universale allo ”scetticismo cosmico”, dalla frenetica ossessione per il “rimorchio” alla disperata ricerca del rapporto perfetto, ecco le atmosfere emotive sulle quali si sviluppa una piece teatrale acuta, che disegna uno spaccato comico sulle relazioni che nascono in rete. La commedia completa una trilogia che riesce a narrare con semplicità e sorprendente ironia una generazione che forse non si lascia facilmente raccontare.
con Mario Pirovano
regia di Dario Fo
Mario Pirovano si esibisce nello spettacolo più famoso di Dario Fo: una straordinaria miscela comico-drammatica ormai considerata un classico del ‘900. La ricchezza del testo e le capacità istrioniche di Mario Pirovano trasportano lo spettatore nella dimensione delle farse medievali provocatorie e dissacranti e nella comicità viva della Commedia dell’Arte. Le giullarate presentate sono tra le più appassionanti del “Mistero Buffo”:”La fame dello Zanni”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Il Primo Miracolo di Gesù Bambino”, “Bonifacio VIII”. I continui richiami all’attualità fanno da cornice ai quattro brani e, suscitando il riso, svelano il presente dissacrandone le false ingenuità. In questa pièce Pirovano realizza uno spettacolo dal sapore beffardo e profetico che, attraverso il genio di Dario Fo, ci ricollega alla tradizione del teatro popolare risalente al Medio Evo, ancora oggi di forte interesse.
di e con Ulderico Pesce
Spettatori imbarcati, fatti salire dalla platea sul palcoscenico come se fosse il salone delle feste del Virginian, il transatlantico immaginario varato da Alessandro Baricco che negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Per allestire una nuova versione della storia di Novecento “il più grande pianista che abbia suonato sull’Oceano”, Ulderico Pesce ha ricreato l’atmosfera di una serata d’intrattenimento a bordo della nave. Incarnando il ruolo del cronista che racconta la vita di Novecento come un felliniano cultore di bizzarri “amacord”, Pesce indovina una chiave di regia e di interpretazione in bilico tra teatro e animazione a soggetto.
con Monica Palese, Benny il clown, Paolo Pasti
regia di Leonardo Pietrafesa
Una favola in piena regola sull’innocenza e sul desiderio di restare sempre un po’ bambini, che alterna magia e comicità per stupire e divertire. E’ la storia di una maestra la cui monotona vita lavorativa viene colorata dal tema di un suo allievo il cui protagonista è Benny, un circense che si esibisce una volta all’anno nella piazza principale del paese: un tripudio di suoni, un’altalena di colori fanno da sfondo ai suoi numeri. Il sogno prende forma sulla scena e Benny diventa così il simbolo di un’infanzia serena e sorprendente. Affianca i due personaggi il custode dello stabile in cui abita l’insegnante, un uomo buffo e grottesco, la cui indole esuberante e chiassosa infastidirà la donna.
ABBONAMENTO:
INTERO € 45,00
RIDOTTO € 35,00
BIGLIETTI:
INTERO € 12,00
RIDOTTO € 8,00
Ingresso ore 20,30 Sipario ore 21,00
Per informazioni e prevendita:
Associazione “Le Valli del Teatro”
tel. 0975/383645 – 346/3892509
Comune di Satriano di Lucania
Via G. De Gregorio – tel. 0975/383121
STIGLIANO - teatro del CENTRO SOCIALE
con Barbara Chiappini, Guido Palliggiano, Gino Cogliandro
regia di Guido Palliggiano
Commedia degli equivoci dai ritmi serrati che quasi rispecchia la trama di una sitcom e non di uno spettacolo teatrale. Protagonista un brillante uomo di mare di mezza età che ha due mogli che ignorano la reciproca esistenza: la prima gli riserva un sincero amore materno, la seconda gli regala emozioni trasgressive e calienti. Tutto procede bene fino a quando l’uomo perde la memoria e viene ricoverato in ospedale, dopo aver compiuto involontariamente un gesto eroico che gli da’ un’inaspettata popolarità: la sua doppia vita rischia di essere smascherata e il protagonista preferisce essere considerato gay piuttosto che confessare. Lo spettacolo è tutto giocato sul “detto non detto”, sulle verità nascoste, sul paradosso.
con Diego Sanchez, Matilde Brandi, Roberta Giarrusso
regia di Claudio Insegno
Il teatro, il regista, la produttrice, gli attori e i ballerini: c’è proprio tutto, manca solo il copione. A partire da questa situazione paradossale prende il via una commedia musicale che è un vero e proprio tributo a Domenico Modugno. In attesa che Fulvio, l’autore, li raggiunga c’è tempo per i saluti: chi si incontra dopo tanto tempo, chi si odia e fa finta di amarsi e chi, come Diego - attore e autore in erba - e Alessandra si rincontra dopo una lunga storia d’amore finita male. Tutti aspettano Fulvio, che tarda e intanto ognuno ricorda il grande cantautore italiano. Un esercizio di metateatro in cui l’evento artistico si svela agli spettatori quando tutto sembra perduto: Fulvio si presenta a mani vuote, confessando di avere una crisi creativa. Sarà Diego a salvare la situazione, cogliendo l’occasione per dimostrare la sua bravura. E tra canzoni, aneddoti e ricordi lo spettacolo “Nel blu dipinto di blu” potrà andare in scena. Le coreografie sono di Luana Guerra, le scenografie di D’Isanto&Punzo, le musiche di Giancarlo Vorzitelli.
con Giulia Gambioli, Peppe Viggiano, Rocco Sabia
regia di Giulia Gambioli
Serafina Ciminelli, la “Druda” del Brigante Antonio Franco, è davanti alla porta del carcere di Potenza dove ha appena finito di scontare venti anni di detenzione per brigantaggio, rea solamente di essere stata l’amante del capobrigante di Francavilla sul Sinni. Il monologo, accompagnato da canti e brani musicali, è la rievocazione storica di una rivolta e dell’illusione del popolo meridionale di liberarsi, tramite il brigantaggio, dell’occupazione piemontese e delle angherie secolari dei Galantuomini. Serafina, figlia di uno di questi, racconta dei cinque anni di vita trascorsi nei boschi accanto ad Antonio Franco e alla sua banda, della nascita di loro figlio, del tradimento e della cattura, della fucilazione del suo uomo e dei vent’anni trascorsi lì dentro. Serafina ora é sull’uscio del carcere e, dopo vent’anni di prigionia, ha paura della vita; ciò che la spinge verso l’esterno è solo l’amore per la sua creatura, di cui non sa più nulla da quando è stata arrestata.
con Sergio Solli, Mario Brancaccio, Antonella Elia
adattamento e regia di Mario Brancaccio
Il fortunato copione di Scarpetta è costruito su uno dei temi più trattati dal Teatro: il conflitto tra essere e apparire che spesso costringe l’uomo ad indossare la maschera della convenzione sociale. Nel convento delle Rondinelle a Napoli l’organista (Mario Brancaccio) cela sotto le sue vesti pie la natura di artista moderno e popolare, mentre una delle allieve, creduta la più “santarellina” (Antonella Elia), nasconde lo stesso amore per l’esibizione e le operette. La commedia si dipana in una serie di comicissime situazioni, in cui agiscono una serie di tipi umani che galleggiano nella promiscuità della vita: tra loro spicca il nobile decaduto Asparagi (Sergio Solli). L’impianto scenico di Scarpetta è stato liberato dal convenzionalismo rappresentativo di fine Ottocento e trasferito in modo assai credibile negli anni ’50 ed è stato rinverdito il linguaggio della commedia per avvicinarlo al gusto e alla mentalità corrente. Ne è scaturita una rappresentazione moderna, divertente, ricca di musica, di canto e colpi di scena.
La Ricotta
La Ricotta è il trio comico più scoppiettante apparso sulle scene italiane negli ultimi anni. Instancabili inventori di gag esilaranti, talentuosi produttori di battute irresistibili, i tre comici hanno assimilato con naturalezza le tecniche teatrali dei giganti della comicità italiana, investendole nella rivisitazione umoristica della società globalizzata del terzo millennio. Il loro è il punto di vista del finto ingenuo di provincia, alle prese con i mille impulsi e le infinite contraddizioni che è costretto a fronteggiare. Puntando tutto su velocità e ritmo, con una perfetta scelta dei tempi comici, La Ricotta lascia senza fiato dal troppo ridere, passando con disinvoltura da un’improbabile scuola d’inglese - in cui to live diventa naturalmente due olive – a un gioco a quiz che si fa beffe di quelli televisivi proponendo domande e risposte del tipo: “Il contrario di bello?”, “Nuvoloso!”.
di e con Ulderico Pesce
Spettatori imbarcati, fatti salire dalla platea sul palcoscenico come se fosse il salone delle feste del Virginian, il transatlantico immaginario varato da Alessandro Baricco che negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Per allestire una nuova versione della storia di Novecento “il più grande pianista che abbia suonato sull’Oceano”, Ulderico Pesce ha ricreato l’atmosfera di una serata d’intrattenimento a bordo della nave. Incarnando il ruolo del cronista che racconta la vita di Novecento come un felliniano cultore di bizzarri “amacord”, Pesce indovina una chiave di regia e di interpretazione in bilico tra teatro e animazione a soggetto.
TEATRO KISMET OPERA
con Monica Contini, Deianira Dragone, Nico Masciullo
regia di Lucia Zotti
Terza tappa del lavoro registico di Lucia Zotti che - dopo i risultati di “Un Regalo per Quicha” e “Storie di Streghe” - approda alla realizzazione di questo spettacolo tratto dalla fiaba popolare Il gatto con gli stivali. La storia messa in scena conduce l’attenzione su una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non annullata: quella dell’istinto primordiale, quell’istinto che, quasi magicamente, conduce a discernere la giusta strada nella giungla del vivere; a riconoscere fra gli incontri quelli positivi; ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno; a credere che i sogni possono essere realizzati, se li si nutre di significato concreto. Il lavoro è dedicato a tutte le infanzie incontrate e quelle che vedranno i nostri spettacoli, con l’augurio che conservino quell’istintualità troppo spesso sepolta da tecnologie seducenti e ridondanti.
ABBONAMENTO:
INTERO € 40,00
RIDOTTO € 30,00
BIGLIETTI:
INTERO € 10,00
RIDOTTO € 7,00
Ingresso ore 20,30 Sipario ore 21,00
Per informazioni e prevendita:
Servizi sociali e culturali Comune di Stigliano
tel. 0835/567212 – 331/4967855
NEWS
di Sami Fayad – con gli allievi del laboratorio teatrale dell’associazione dei genitori “La Mandragoletta” di Moliterno
regia di Giulia Gambioli
(spettacolo gratuito per gli abbonati)
Per fare le persone oneste bisogna avere i soldi, ma per avere i soldi bisogna essere delinquenti. E’ così che una strana banda di napoletani, con un finto sceicco, una finta contessa russa e un seduttore, decide di cambiar vita, rapinando un Casinò del Nord. L’azione scenica della commedia, tra le più riuscite e rappresentate di Fayad, scorre fra colori e toni popolareschi: atmosfere bizzarre e burlesche, equivoci, situazioni intricate e paradossali, che danno vita ad una comicità ingenua e maliziosa, animata da avventurieri, pezzenti e imbroglioni. Riusciranno i nostri eroi a diventare onesti? Lo spettacolo dell’autore franco-partenopeo, nel libero adattamento di Giulia Gambioli, è interpretato dagli allievi del laboratorio teatrale promosso dall’Associazione dei Genitori “la Mandragoletta Teatro” di Moliterno (PZ), attiva dal 2000. L’allestimento è a cura della compagnia professionale lucana, La Mandragola Teatro, da anni impegnata anche nella didattica teatrale.
di Barra, Memoli, Lambertini
con Patrizio Trampetti
musiche eseguite dal vivo da Ciro Cascino
costumi Annalisa Giacci
scene Aldo Cristini
musiche Patrizio Trampetti
regia Peppe Barra
Monsignor Perrelli è un personaggio realmente esistito nella Napoli rivoluzionaria del 1799, che fece tanto scalpore all’epoca da diventare una leggenda metropolitana, tramandata attraverso la cultura orale.
Rimangono proverbiali i suoi famosi cavalli, che, mentre muoiono di fame a causa sua, lo vedono esclamare: «Peccato sono morti proprio quando stavano imparando a vivere senza mangiare!».
Il personaggio inventato da me, in collaborazione con Lamberto Lambertini e Paolo Memoli, diventa del tutto immaginario, raccontato dalla perpetua Meneca, la quale, attraverso il suo modo di parlare popolare e la sua gestualità più antica, fa da contrappunto alle stramberie di monsignor Perrelli.
Il risultato è comico: un continuo gioco e divertimento col pubblico, che è, poi, la caratteristica del mio fare teatro.
Peppe Barra


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INFO
MARSICOVETERE - Cineteatro “Eden” tel. 0975/35203
MOLITERNO - Biblioteca comunale tel. 0975/668529
SANT’ARCANGELO - Associazione Indipendente Donne Europee (A.I.D.E.) tel. 349/7264990
SASSO DI CASTALDA - Sig.na Rosanna Corleto tel. 320/4688067
SATRIANO DI LUCANIA - Sig. Domenico Mario Melone tel. 346/3892509
STIGLIANO - Sig. Giuseppe Pinto tel. 331/4967855
“L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparare l’avvenire.”
via Diocesi, 15 – 85050 – Satriano di Lucania (PZ)
tel. 0975/383645 – 328/6170750
mail: segreteria@levallidelteatro.it
Direttore artistico: Domenico De Rosa
Direttore organizzativo: Rocco Positino
Responsabile amministrativo: Sara Pascale
Ufficio stampa: Angela Scelzo
Responsabile tecnico: Antonio Flaviano
Web content manager: Claudio Colucci
Grafica: VIRAL DESIGN